Dieci incontri per liberare la propria voce comica: dalla scrittura al palco.
La stand-up comedy — letteralmente "commedia in piedi" — è uno stile di performance dal vivo in cui ci si esibisce senza quarta parete, rivolgendosi direttamente al pubblico con un solo scopo: farlo ridere.
A differenza del cabaret tradizionale, fatto di costumi, personaggi di finzione e sketch, nella stand-up si porta sul palco una versione amplificata e ironica di sé stessi — ossessioni e debolezze comprese — in relazione al mondo e alle sue contraddizioni. Non si interpretano personaggi, non ci sono temi "tabù". Nessuna scenografia: solo uno sgabello, un microfono e la propria verità.
Nata nei club degli Stati Uniti all'inizio del Novecento, ha assunto la sua forma moderna tra gli anni '50 e '60 grazie a figure rivoluzionarie come Lenny Bruce, George Carlin e Richard Pryor, che l'hanno trasformata in uno strumento di critica sociale e di espressione libera, senza censure. Negli ultimi anni si è diffusa largamente anche in Italia, sdoganata da teatri, club e piattaforme di streaming.
Ma essere comici non è un superpotere di pochi eletti: è un'arte che si può imparare. Lo scopo di questo laboratorio è liberare la vena comica che ognuno porta dentro di sé.
Come si lavora
Prima "su carta", scrivendo un monologo di stand-up; poi sul palco. Cercheremo il nostro punto di vista, trasformando le frustrazioni quotidiane in premesse, scrivendo battute e apprendendo le tecniche della scrittura comica. Si lavorerà poi sulla voce, sui tempi comici e sul linguaggio del corpo.
Quando
Dieci incontri da novembre a marzo, per un totale di 25 ore, con un open mic finale.
La conduzione
Il laboratorio è condotto da Letizia Rita Amoreo, attrice e drammaturga. Si forma al Teatro dei Limoni nel 2009, lavora come autrice dal 2012 e debutta con il suo primo monologo di stand-up, Unconventional Gioia, nel 2023. Nel 2024 firma La Cattiveria – in principio era il verbo amare, spettacolo vincitore del DOIT Festival; nel 2025 scrive In the mood for Marilyn.