In the mood for Marilyn
Chi sei quando nessuno ti vede? A quale voce stai lasciando la narrazione della tua vita? In quale schermo, e a quale prezzo? La società impone modelli, detta le linee guida di una «felicità» preconfezionata, esistenze fatte in serie e sorrisi studiati, proprio come quelli di Marilyn Monroe. Più ti conformi, più ti illudi di vincere, mentre da dentro qualcosa urla per venirti in aiuto. Ma l'ossessione per quella vittoria è più forte, e più rincorri il trionfo, più la tua mente genera «i mostri».
La Monroe ne è forse l'esempio più emblematico. Diva di Hollywood, icona fragile e misteriosa, oggetto del desiderio; a più di sessant'anni dalla sua tragica e controversa fine, il suo «caso clinico» è ancora argomento di dibattito per la psichiatria mondiale. Nata come Norma Jean Mortenson, l'attrice dovette convivere tutta la vita con il suo personaggio, fino a fondersi completamente e a dividersi con la sua invenzione, Marilyn. Due donne, una sola anima. E se non fossero in due?
«In the mood for Marilyn» è un monologo che lascia spazi aperti alla contaminazione del teatro danza: un invito a perdersi tra i labirinti circoscritti della psiche di una donna senza nome, in quel tempo sospeso dell'umanità, tra il big-bang e un buco nero.
Consulenza coreografica di Pau Aran Gimeno.