La Cattiveria – in principio era il verbo amare
Addolorata è un'attrice, vuole portare in scena Amleto ma è rimasta sola. Non ha un teatro e non ha una compagnia, l'unica cosa che le rimane è autofinanziarsi lavorando come prefica: piangere ai funerali in cambio di denaro. Ma bisogna stare attente, in queste cose, bisogna saper piangere bene, perché il rischio è sempre lo stesso: evocare i fantasmi sbagliati.
«La Cattiveria – in principio era il verbo amare» è un viaggio attraverso le fasi dell'elaborazione del lutto, amoroso o di adattamento ai cambiamenti del mondo in cui viviamo. È un piccolo esorcismo per cuori infranti, un rituale solitario a più voci, una danza a due per ballare nei tempi bui, in attesa della Rivoluzione.
Commedia grottesca. Musiche di Giovanni Russo, costumi di Vize Ruffo.