TEATRO dei limoni
Un metodo narrativo

Breaking Book

breaking book s.m. racconto creato attraverso il contributo artistico di persone selezionate per diventare protagonisti e autori della storia stessa.

Quale lettore non ha mai desiderato vivere la storia che sta leggendo? Quale scrittore non ha mai desiderato essere il personaggio che sta scrivendo?

Un Breaking Book è un romanzo che si scrive vivendolo. Gli autori rispondono a un bando, vengono scelti per la loro scrittura e per il personaggio che propongono, e poi passano cinque giorni chiusi in un luogo isolato, ventiquattr’ore su ventiquattro nei panni di quel personaggio. Intanto scrivono: ogni giorno consegnano il diario di quello che è successo.

Il metodo l’ha ideato Leonardo Losavio, socio fondatore del Teatro dei Limoni. Dal 2016 al 2026 ha prodotto quattro romanzi, scritti da trenta autori: insieme sono J, un’opera in quattro volumi.

Come funziona

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    Il bando

    Il sito della candidatura aveva due ingressi: uno per l’autore, a cui si chiedeva di inventare un personaggio, e uno per il personaggio, a cui si chiedeva perché volesse partecipare. Il confine tra chi scrive e chi è scritto cadeva prima ancora di cominciare. E chi legge può entrare nella storia: 8 corde tese si chiude con l’invito a candidarsi per il romanzo successivo.

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    La preparazione

    «Nella location non entrerete da autori, ma da personaggi.» Ogni selezionato rispondeva per il suo personaggio a domande su 44 argomenti (come sono i suoi calzini? cosa c’è nella sua spazzatura?), ne preparava il guardaroba e, se serviva, la voce e il modo di camminare.

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    I cinque giorni

    Un set narrativo allestito per l’occasione: un luogo reale, un canovaccio, guide e attori che convivono con i partecipanti, una trama che si adatta alle loro azioni. Niente telefoni, nessun contatto con l’esterno. Losavio lo paragona a un film girato in un unico piano sequenza.

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    Il montaggio

    Dopo, i diari scritti in tempo reale vengono scelti, montati e ritoccati appena, discussi con gli autori e provati su un gruppo di lettori. Anche il montaggio fa parte della finzione: nella storia, la pubblicazione del libro è uno degli eventi raccontati.

Quattro set, quattro volumi

I luoghi sono veri e vengono scelti anche perché meritano di essere riscoperti: tutto quello che i diari descrivono, oggetti e paesaggi compresi, appartiene al nostro mondo. Il mondo dei personaggi è quasi identico al nostro, con una sola differenza che è anche la regola del gioco: ognuno ha il diritto di decidere della propria vita e della propria morte.

Perché

Nell’arte della seconda metà del Novecento il processo è diventato opera: le macchine autodistruttive di Tinguely, l’arte povera, i lavori che cambiano con il tempo e con chi li guarda. La letteratura invece offre quasi sempre un prodotto finito, rilegato e pronto all’uso. Il Breaking Book prova a fare quel passo: mostra l’opera mentre si fa e fa di quel processo il suo protagonista.

Può il processo di creazione essere opera d’arte stessa? E quando un’opera d’arte è compiuta?

Libri, quadri e musiche di riferimento

  • Sei personaggi in cerca d’autore Luigi Pirandello, 1921
  • Rayuela, il gioco del mondo Julio Cortázar, 1963
  • Il giardino dei sentieri che si biforcano Jorge Luis Borges, 1941
  • Storia universale dell’infamia Jorge Luis Borges, 1935
  • Il castello dei destini incrociati Italo Calvino, 1969
  • 4’33” John Cage, 1952
  • Tre bandiere Jasper Johns, 1958
  • Hommage à New York Jean Tinguely, 1960

Il progetto è stato realizzato con il Teatro dei Limoni e con il contributo della Fondazione dei Monti Uniti di Foggia. Il testo di questa pagina riprende il dossier di presentazione del progetto scritto da Alessia Del Freo.