Teatro dei Limoni

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Viaggio nei caotici stati d’animo

viaggio

La mente dell’uomo è una foresta fitta e sterminata dove, perdersi, è la cosa più facile…

Autore Leonardo Losavio
Regia Roberto Galano
Musiche Antonio Catapano
Anno produzione 2001
Produzione Teatro dei Limoni

Più che uno spettacolo, Viaggio nei caotici stati d’animo, è uno specchio dentro il quale, lo spettatore, può riflettersi. Una panoramica ironica sulle nostre evidenti o celate follie quotidiane. Un modo semplice ed empatico per guardare in faccia le piccole angosce e le grandi rivalse che ci accompagnano nella vita.

Tre interpreti in scena. Un pianista e due attori.

Il divertente conflitto tra un paziente ed il suo analista fa da pretesto ad un susseguirsi di immagini e situazioni surreali che la musica incornicia in un’atmosfera onirica.

Note di regia

Se ci si avvicina con uno sguardo tradizionale, accademico, alla ricerca delle tre unità aristoteliche e delle consuete regole sceniche, non si caverà proprio nulla da uno spettacolo come Viaggio: esso resterà sempre un enorme salvadanaio ricolmo di monete ma impossibile da frantumare, una misteriosa scatola nera senza entrate, con sole uscite.

Ma se ci si accosta con un atteggiamento aperto ai più diversi linguaggi, con una considerazione particolare per gli aspetti propri di un tipo di messa in scena che chiama in causa i modelli del teatro dell’assurdo nato negli anni 50′, quello più spiccatamente collegato alla precedente esperienza surreale e basato sulla disintegrazione dei rapporti scenici, sulla invenzione di situazioni teatrali al di là della logica comune, sulla comicità esasperata di matrice grottesca, allora sì, che si potrà trovare il senso di questo tipo di rappresentazione, risalire al gomitolo originario partendo dall’esile filo di lana che gli attori, sin dalle prime battute, infondo ci danno.

Proprio l’attacco, infatti, è importantissimo, perché ci dà la possibilità di penetrare nel mondo rappresentato senza alcuna riserva accademica o deterministica: “La mente è un labirinto in cui è facile perdersi”.

Esatto: questo è Viaggio. Punto.

Tale introduzione avverte lo spettatore, invitandolo ad abbandonare e ad abbandonarsi: il pericolo da evitare è la realtà circostante, la sua logica, i suoi caratteri realistici che trovano spazio in una messa in opera ormai codificata dal suo secolarizzarsi; il mare in cui annegare è, invece, quello della non-realtà, che non si traduce in irrealtà, si badi, ma semplicemente in una indimostrabilità scientifica: in una realtà che non è possibile, ma nemmeno impossibile, che non è quella giusta, ma nemmeno quella sbagliata, in una realtà che sta sopra quella vera, scientifica e tangibile, ma che per questa ragione non si può toccare e che quindi, si può solo immaginare.

Benvenuti in “Viaggio nei caotici stati d’animo” allora, benvenuti nell’immaginifico puro, nella mimica del mondo, nella pantomima dell’uomo contemporaneo.

Benvenuti nell’inconscio.

“Viaggio” è questa definizione: un’incursione nell’inconscio attraverso una rappresentazione scenica di tipo onirica.

Se si pensa che è proprio la parte più intima e recondita della mente la protagonista dell’opera, allora sarà pienamente giustificabile il suo surreale e alogico sviluppo.

Scheda tecnica

Tecnica Utilizzata Teatro d’attore
Genere Commedia surreale
Durata 60 minuti
Atti unico
Indicato per Pubblico familiare, scuole medie superiori

Attori Impegnati 2 (due)
Musicisti 1 (uno)
Mezzi tecnici necessari Pianoforte verticale
Tecnici 2(due)

Spazio Scenico largh. mt.8/prof. mt.6
Tempi Montaggio min. 90(novanta)
Tempi Smontaggio min. 60(sessanta)
Carico Elettrico KW 15

La compagnia è in agibilità ENPALS
Le spese di viaggio,vitto, alloggio e tecnici a seguito, sono da considerarsi a carico della compagnia (salvo accordi diversi con le amministrazioni o i teatri ospitanti)