Teatro dei Limoni

Portfolio

Hamburger

Hamburger

Monologo per attore solo
una produzione Teatro dei Limoni
testo di Leonardo Losavio, D. Francesco Nikzad
in scena Roberto Galano

Non si sale sul ring senza un buon motivo, e io ne ho almeno due.

Il primo è la rabbia. Mi scorre nelle vene, lungo le braccia, arriva nei pugni. E’ il mio ossigeno. E’ quello che mangio, che bevo. Non posso farne a meno. Amo stare qua sopra. E’ tutto il mio mondo. Un quadrato di luce e, attorno, il nulla.

Il secondo motivo, invece, è Dante. E’ per colpa sua se sono qui.

Hamburger è un personaggio all’apparenza violento, antipatico, malato. La rabbia gli scorre nelle vene, come un mare in tempesta, come una centrifuga. Non è un modo per scappare dalla realtà, è la sua ragione di vita, la sua patologia, l’unico modo che ha per far sentire la sua voce. La sua vita, come quella di tanti ragazzi di provincia, è stata condizionata da eventi poco fortunati che ne hanno condizionato la crescita in una società che lo ha messo ai margini, che non lo vuole.

Dante è la sua àncora di salvezza. L’unico che non lo giudica, che va oltre le apparenze, che forse può ancora aiutarlo a non affogare nel suo male.

“Lo spettacolo si basa sulla storia di un ragazzo affetto da Disturbo Esplosivo Intermittente, che sin dall’adolescenza mostra un carattere eccessivamente violento, che lo porterà, dopo una serie di eventi negativi ad affrontare il riformatorio, fino all’incontro con un terapeuta, che, scoperta la sua patologia lo indirizzerà verso la boxe….”

Il linguaggio usato nel testo e nella drammaturgia è frutto di uno studio e di una sperimentazione ben precisa, ossia il tentativo di rendere la comunicazione assolutamente diretta e senza “voli e orpelli stilistici” tipici delle drammaturgie sperimentali, un linguaggio, dunque, figlio della strada e delle condizioni di disagio sociale in cui versa il protagonista della storia, al fine di porre lo spettatore davanti ad una realtà raccontata con l’immediatezza linguistica propria del cinema, e con l’affabulazione e l’intensità che solo una performance “viva e dal vivo” può rendere.

L’attore protagonista Roberto Galano si è sottoposto ad un reale allenamento pugilistico per 3 mesi, in una palestra poco conosciuta della città, seguito da un ex nazionale di pugilato, ora allenatore Stefano Pompilio, che gli ha insegnato tutti i rudimenti della “nobile arte” necessari a rendere la comunicazione della storia il più possibile attinente alla realtà.

Dal testo teatrale è stato realizzato un libro, autoprodotto dal Teatro dei Limoni, che con questa operazione si affaccia anche al mondo dell’editoria indipendente, contenente la stesura originale del copione, le interviste agli autori e all’attore/regista, e si pregia di avere la prefazione del noto autore pugliese Giuse Alemanno (Terra nera).

con il patrocinio di:
Provincia di Foggia, Assessorati alla Cultura, Assessorato alle Politiche Sociali
Federazione Pugilistica Italiana Nazionale/Regionale/Provinciale
Comitato Provinciale Coni Foggia

voci f.c. – Giuseppe Rascio, Annamaria Casamassima
elementi scenici – Michele Ciuffreda
ombre – Tonia Avellano, Maggie Salice
Boxing Coach -  Stefano Pompilio
editing audio – Roberto Moretto JRStudio
regia – Roberto Galano

Press

“…Hamburger, messo in scena dalla compagnia del Teatro dei Limoni di Foggia, appartiene a quella forma di teatro basata sulla combinazione tra testo e azione, monologo detto e gesto eseguito. Questo restituisce ancor più forza alla voce autoriale, dato che è ancora amaramente vero che ‘la parola dei letterati è morta, la parola dei teatranti è viva’, come scrisse il Borromeo anni fa.L’interpretazione del testo non può, e non vuole, prescindere dall’interpretazione dell’attore, il quale profonde – nel dar vita ad Hamburger – sé stesso, attingendo anche alle energie più segrete e riposte. L’attore, che libera intorno a sé un oscuro carisma, si è imposto un lavoro preparatorio intenso e faticoso, di autentica destrutturazione di ogni scuola o birignao stilistico, per costruire quel colosso interpretativo chiamato Hamburger.”

Giuse Alemanno

“…Hamburger ha qualcosa in più, ha una componente misteriosa, qualcosa di alchemico, di negromantico, di stregonesco: una rabbia lucida, un istinto distruttivo razionale, un nichilismo dal volto umano.

Hamburger non è solo una vincente macchina da pugni, Hamburger ha un’anima di uomo complesso, selvatico, contorto, nobile e miserabile al contempo.

Hamburger è uno di noi, uno che, però, ha capito tutto.”

Giuse Alemanno

“…Hamburger dunque è un Orlando Furioso postmoderno, che conosce il riformatorio ed evita il carcere grazie all’intervento di uno psicoterapeuta che gli indica una strada, una speranza, una possibilità di sopravvivenza (…) la boxe, un quadrato di luce con attorno il nulla, la sua valvola di sfogo, il suo salvagente (…) l’attore si esprime con un linguaggio figlio della strada e del disagio sociale, diretto e duro che pone lo spettatore faccia a faccia con la realtà…”

Alessandra De Stefano (Viveur)

“…la poesia di uno spettacolo teatrale e la rabbia delle delusioni del protagonista. L’odore delle rose sommato all’acre sapore di un rum assunto a stomaco vuoto. Estremo, emozionale, intimista. Questo è Hamburger (…) un concentrato di martellate alla moralità apparente, tempestato da un linguaggio secco e tagliente, essenziale al limite dell’immediato, veloce ma mai distratto(…) l’intero spettacolo è letteralmente trasudante di uno spirito di purezza e di verità forte (…) un climax crescente che come un cerchio concentrico va giù, dentro, fino nell’anima del protagonista. Vita e sogni si intrecciano, si confrontano, si scontrano, tra momenti adrenalinici ed altri delicati, riflessivi, quasi toccanti …”

Piero Ferrante (L’Attacco)

“…Il palcoscenico é un ring; a padroneggiarvi é il protagonista che, attraverso quello che in gergo drammaturgico é detto ‘monologo per attore solo´, con un linguaggio da strada, volutamente violento, sboccato e frutto di uno studio e una sperimentazione ben precisa, tra furiose scazzottate al saccone, l´allenamento e alcuni cambi d´abito, immerge lo spettatore in un mondo duro, dove l´immediatezza linguistica é tipica del cinema all´americana (…) Dunque una trama dai tratti esistenziali, i quali sfumano però in una messa in scena aggressiva, in cui a prevalere sull´uomo é il carisma del pugile invincibile. (…) Roberto Galano ha interpretato con grande energia il personaggio, per calarsi nei suoi panni é entrato nel mondo della boxe al fine di dare una comunicazione della storia più attinente alla realtà, l´attore ha vistosamente migliorato la propria forma fisica …”

Laura Ciano (Foggia&Foggia)

“…“Finalmente” -ci confessa anche il presidente (Coni Provinciale di Foggia e della Federazione Pugilistica Regioneale Puglia) Giuseppe Macchiarola- “una bella e sagace unione fra il mondo dello spettacolo e quello dello sport. Sono contento che a realizzarlo siano stati dei giovani professionisti foggiani. E’ per questo che lo spettacolo è stato subito patrocinato sia dal Coni Provinciale di Foggia che addirittura dalla Federazione Pugilistica Italiana Nazionale ….”

Scheda tecnica

Durata 75 minuti
Atti unico
Attori Impegnati 1
Tecnici 1 (uno)
Spazio Scenico largh. mt.8/prof. mt.6 (adattabile)
Tempi Montaggio min. 120 (cento venti)
Tempi Smontaggio min. 60 (sessanta)
Carico Elettrico KW 10
Necessità di scena 1 Americana sul palco o Gancio a muro dove poter appendere un Saccone da Boxe da Kg 20
Impianto Audio Con Lettore Cd
Pedana o palco in legno dove poter bloccare gli elementi di scena